GRAN BRETAGNA
GRAN BRETAGNA

Non esiste, di per sé, una costituzione scritta, tuttavia la politica governativa e la prassi generale da secoli proteggono la libertà di religione.

La Gran Bretagna inoltre ha sottoscritto la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, ed il governo ha annunciato che la sua politica sarà quella di incorporare tale Convenzione nel corpo delle leggi nazionali in forma di dichiarazione dei diritti.

Il giornale ufficiale del Partito Laburista faceva notare che i tribunali inglesi possono tener conto della Convenzione “in circostanze limitate” dal momento che “la Convenzione può avere, ed ha, un’influenza sui procedimenti di casa nostra” per taluni aspetti. Tra l’altro, “ove abbiano facoltà di agire in un modo o nell’altro, i tribunali cercheranno di agire in modo tale da non violare la Convenzione”, e “quando ai tribunali viene chiesto di decidere cosa la normativa pubblica richieda, si è giudicato legittimo che, da parte loro, si debba tener conto degli obblighi che abbiamo contratto a livello internazionale in merito a quanto, contenuto nella Convenzione, è stato accuratamente redatto in forma di principi guida cui attingere”.

La Gran Bretagna ha ripetutamente dichiarato alle strutture internazionali di seguire quei principi di uguaglianza e non discriminazione previsti dagli accordi internazionali. Nel 1995 il governo comunicava alla Commissione per i Diritti Umani dell’ONU:

“La Gran Bretagna continua a ritenere che il diritto all’uguaglianza di fronte alla legge ed a godere, senza discriminazioni, di un’uguale protezione della legge risultano pienamente riconosciuti nell’ambito dei principi e delle usanze enunciati nella “common law” [corpo di leggi tradizionali e di precedenti giuridici del sistema legale inglese, N.d.T.].

In Inghilterra risiedono etnie molto numerose di ebrei, mussulmani, sikh [religione induista originaria del Kashmir, N.d.T.], ed indù, che si sono lamentati della discriminazione in atto nei mass media, in quanto viene loro assegnata una “fetta” troppo piccola del tempo di programmazione televisiva che va messo a disposizione delle religioni. Nel 1997, la Commissione Runymede ha rilevato come l’erroneo concetto che l’Islam sia una religione rigida ed intollerante venisse spesso usata per giustificare discriminazioni ai danni di mussulmani.

Alcuni anni fa, il Ministero dell’Interno ha dato segni di essere consapevole della necessità di un dialogo tra governo e minoranze religiose sovvenzionando la costituzione dell’INFORM (Network Informativo Focalizzato sui Movimenti Religiosi), organizzazione creata per condurre ricerche sui nuovi movimenti religiosi così da fornire su di essi dati obbiettivi ed equilibrati.

Nell’ottobre del 1995, il Segretario dell’Interno allora in carica ha rifiutato il visto d’entrata al Rev. Sun Myung Moon, fondatore della Chiesa dell’Unificazione, che aveva in programma di tenere in Inghilterra una funzione a 1.200 persone. L’Alta Corte inglese ha esaminato il caso e sancito che la decisione di negargli l’ingresso andava riconsiderata; il Segretario dell’Interno si è rifiutato, dicendo che andava ripresentata la richiesta di visto. In ogni caso, arrivati alla sentenza, le date fissate per il giro di visite del Rev. Moon l’avevano ormai costretto, procedendo nel suo itinerario, a lasciarsi l’Inghilterra alle spalle.




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